Gesip, il prefetto: capiscano che la crisi è ovunque

Postiglione: “Il governo sta cercando di dare risposte calibrate a tutte le realtà in sofferenza anche in base alle caratteristiche delle singole emergenze". Sull’Amia: “L’auspicio è che la società non sia dichiarata fallita”
Palermo, Cronaca

PALERMO. "Spiegherò al presidente dell'authority, che i dipendenti della Gesip non sono in sciopero ma in astensione forzata dal lavoro e dalla retribuzione, e che il liquidatore ha disposto questa misura perché non ci sono le risorse per pagarli". Lo dice il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione a proposito della richiesta di informazioni, inviatagli dal presidente dell'autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, per le manifestazione degli operai della Gesip. I 1.805 dipendenti della società sono senza paga e lavoro dal primo settembre perché è scaduta la proroga al contratto di servizio tra la società e il Comune di Palermo e il governo non ha stanziato 5 milioni di euro, assegnati a Gesip da un'ordinanza della protezione civile di maggio, che avrebbe consentito il proseguo delle attività per altri 25 giorni. "I lavoratori delle società partecipate - aggiunge il Prefetto - tengano presente che ad attraversare questo momento di crisi non è solo il Comune di Palermo. Il governo sta cercando di dare risposte calibrate a tutte le realtà in sofferenza anche in base alle caratteristiche delle singole emergenze".
"Ci auguriamo che il 12 ottobre il tribunale accolga la proposta di concordato e l'Amia non sia dichiara fallita. Se questo avviene, la società rientrerà nella competenza gestionale del Comune di Palermo, che potrà nominare degli amministratori". Ha aggiunto il prefetto Postiglione, al termine dell'incontro richiesto dai sindacati per discutere delle procedure di mobilità avviate dai commissari straordinari di Amia, la società partcipata del Comune in amministrazione straordinaria che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Palermo, per 301 dipendenti. Il 12 ottobre, infatti, è prevista l'udienza del tribunale fallimentare. A proposito delle procedure di licenziamento collettivo il prefetto aggiunge: “Devono trascorrere 75 giorni - prosegue - perche' diventino tali, il 12 ottobre è più vicino, l'auspicio è che la società non sia dichiarata fallita".

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