Trent'anni fa l'omicidio Dalla Chiesa, la figlia: "Verrò a vivere a Palermo"

Commemorazioni per il generale ucciso dalla mafia. Il ricordo di Rita e di Napolitano: "Era un eccezionale servitore dello Stato, il suo sacrificio non è stato inutile"

PALERMO.  «Voglio venire e vivere a Palermo per continuare a stare nel luogo in cui trovo papà». Lo ha detto Rita Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso 30 anni fa a Palermo dalla mafia, a margine della commemorazione dell'anniversario dell'eccidio. «Palermo è una città che amo molto - ha aggiunto - ho parlato con la gente, con i ragazzi, e credo che ci sia un voglia reale di cambiamento». Ai giornalisti che le chiedevano cosa pensasse del sacrificio del padre ha risposto: «Certo non è stato inutile».

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione  un messaggio nel quale definisce il generale Dalla Chiesa,  un eccezionale servitore dello Stato, di comprovata esperienza operativa e investigativa . Ricordarne il sacrificio «contribuisce a consolidare quella mobilitazione di coscienze e di energie e quell'unione d'intenti fra Istituzioni, comunità locali e categorie economiche e sociali, attraverso cui recidere la capacità pervasiva di un fenomeno criminale insidioso e
complesso».

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