Gesip, nuovo caso: lettera di Orlando a Monti

Palermo, Politica

PALERMO. Vertenza Gesip, oggi l’incontro tra il sindaco Orlando e i sindacati. Ma la vicenda che tiene col fiato sospeso 1.805 dipendenti al momento senza prospettive dopo settembre, diventa un caso politico. Giuseppe Milazzo, consigliere del Pdl e molto vicino all’ex sindaco Cammarata ha chiesto in consiglio comunale la copia della lettera che il sindaco ha inviato alcuni mesi fa al presidente del Consiglio Mario Monti su Gesip. Non solo: Milazzo chiede anche di avere copia del provvedimento con cui il governo elargirà la seconda tranche dei 5 milioni di euro promessi come ordinanza di Protezione civile. Il consigliere del Pdl ha qualche dubbio: «Ovviamente - dice - sono contento che il governo ci dia gli altri 5 milioni per pagare attraverso il Comune i servizi resi da Gesip. Ma non vorrei che nella lettera inviata da Orlando ci sia qualche impegno del sindaco verso il futuro di Gesip che non si vuole rendere noto. Perché non rendere pubblico il contenuto della lettera? E perché non ci danno la prova di come il governo pagherà gli altri 5 milioni?». Milazzo è deciso a sollevare la questione anche nei prossimi giorni «e credo - aggiunge - di non chiedere niente di indiscreto». Dal Comune nessuna replica alla richiesta di Milazzo. L’assessore alle aziende partecipare Cesare Lapiana taglia corto: «Mi sembra che più parliamo di Gesip più allontaniamo la risoluzione del caso». Lapiana più che replicare a Milazzo vuole tentare di tracciare un percorso per il dopo: «Il governo conosce la nostra proposta il cui contenuto è nelle mani del ministro Passera. Altro, al momento, non possiamo dire. Noi cercheremo ovviamente di trovare una strada possibile, fino alla fine. Sarà un’altra società? Nuovi servizi? Si vedrà». Anche perché in questa fase non ci sono sbocchi possibili, le maglie imposte dalle leggi e dalla spending review non consente manovre salva-Gesip. Ed è questo il dilemma. Ed anche per questo che la vertenza è ormai politica.
Oggi Orlando vedrà i sindacati e con una sorta di dietrofront non allargherà più l’incontro ai dipendenti. Probabilmente i rappresentanti dei lavoratori che stanno seguendo la vertenza si sono sentiti un po’ scavalcati e pertanto il sindaco ha rivisto il suo programma. La tensione resta alta. Anche perché i 5 milioni che sgancerà il ministro Barca serviranno a malapena a coprire settembre. E la lettera inviata dal commissario liquidatore La Bianca ai mille e ottocento dipendenti in cui comunicava la cessazione dell’attività della partecipata dal primo settembre è formalmente solo rinviata. In attesa di una triste replica, se da Roma non dovessero arrivare buone notizie. Mentre giovedì prossimo, in un nuovo incontro romano dove Orlando vedrà alcuni ministri, non sembra che il nodo Gesip sia al primo posto dell’«agenda Palermo». Si parlerà, insomma, di altro. Anche se ormai è fin troppo chiaro che la partita si gioca tutta nella Capitale per ora senza il coinvolgimento di altri attori politici se non i rappresentanti del governo Monti. Se la prende con i ministri Gianluca Colombino di Cisal: «Ci preoccupa - dice il segretario provinciale della Cisal - il dovere constatare che le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da taluni ministri della Repubblica, che peraltro non hanno mai ricevuto il necessario consenso dal popolo per governare la nostra nazione, palesano scarsa sensibilità verso il drammatico stato in cui versa il tessuto produttivo e il mondo del lavoro nella nostra provincia».

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