Cassonetti bruciati a Palermo, servono mille ruote nuove

Il bilancio degli incendi delle ultime settimane. Danni soprattutto nel quartiere Bonagia
Palermo, Cronaca

PALERMO. L'ennesima emergenza rifiuti con le centinaia di roghi ne apre un'altra: la mancanza di cassonetti in diverse zone della città. Tantissimi contenitori con le ruote bruciate sono capovolti nelle vie di Palermo. Ne abbiamo trovati accatastati una ventina in via del Levriere a Bonagia. Almeno trenta sparsi nelle vie di Falsomiele. Alla fine è l'Amia che ha già fatto i conti e ha ordinato una prima tranche di ruote per mettere in sesto in contenitori fuori uso. «Sono state ordinate mille ruote - dicono dall'Amia - Ogni ruota costa 6 euro. Appena arrivano, i cassonetti saranno sistemati e rimessi in funzione. Anche se bruciati, sono in metallo e possono essere riutilizzati». Il problema si pone, visto che la ditta che fornisce le ruote riapre solo il sei settembre. E quindi fino ad allora, per altri quindici giorni, centinaia di contenitori resteranno rovesciati e inutilizzati. «E noi saremo costretti - dicono in via del Levriere - a gettare la spazzatura per strada. Gli autocompattatori non riusciranno a raccoglierla e noi ci troveremo di nuovo con la puzza, le mosche e le zanzare per strada e le pale meccaniche in azione. Così non si finisce più». Di diverso avviso l'Amia che dopo poco meno di un mese, dall'incendio appiccato nella discarica di Bellolampo, afferma che la raccolta dei rifiuti potrebbe tornare alla normalità già da oggi. Oltre agli itinerari serviti dai mezzi di raccolta per gli interventi straordinari sono in campo quattro pale meccaniche. Altri due hanno lavorato nel pomeriggio e un settimo ha lavorato di notte. Interventi anche in via Michelangelo e a Cruillas. Sul fronte inquinamento da diossina, si attendono nei prossimi giorni nuove analisi e nuovi controlli. «La prossima settimana sono previste le prime piogge e allora è possibile che i valori di diossina, che si depositerà, siano maggiori - dice Francesco Licata di Baucina, direttore dell'Arpa - Quello sarà un buon test per verificare il livello di inquinamento presente nell'aria». L'emergenza Bellolampo in tutte le sue sfaccettature suscita sempre polemiche. Per il capogruppo dell'Mpa Angelo Figuccia, «da quando la discarica di Bellolampo è stata chiusa, il rischio di biogas e percolato non è cessato, soprattutto nella zona di Borgo Nuovo». Infatti, i rifiuti raccolti dall'Amia vengono trasferiti dagli autocompattatori nei tir nella cosiddetta stazione di trasferenza. Ebbene, durante questa operazione - aggiunge - non è escluso il rischio che si possa produrre biogas e percolato». L'Amia ha preso i doverosi accorgimenti?».

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