Palermo, ai Rotoli nuova emergenza

Non c'è più spazio sulle impalcature e le bare finiscono per terra: sono 160 quelle in attesa di sepoltura. Protestano i familiari dei defunti
Palermo, Archivio

PALERMO. La situazione torna esplosiva al cimitero dei Rotoli. In deposito alla Sala Bonanno ci sono circa 160 salme, due giorni fa si è verificato il furto di una pala meccanica, resta la zona interdetta per il rischio crolli del costone di Monte Pellegrino e, come se non bastasse, circolano voci di cittadini che sostengono di aver ricevuto richieste di denaro per il periodo di sosta delle bare in deposito. Come dire: oltre il danno, la beffa.
Un'emergenza senza sosta, con l'innalzamento costante del numero delle salme parcheggiate al camposanto anche a causa del maltempo che ha costretto la Gesip a rallentare notevolmente le operazioni di sepoltura. Le bare, purtroppo, sono tornate anche sul pavimento: impossibile, infatti, collocarle tutte nelle impalcature che erano state predisposte proprio per offrire ai parenti almeno la possibilità di accarezzarle e per dare ai defunti un briciolo di dignità. All'esterno il dolore delle famiglie dei defunti, già provate dal lutto: «Anche se abbiamo la tomba di famiglia — dice un uomo che preferisce restare anonimo — la sepoltura di mia cugina è già slittata due volte e la sua salma è ancora in deposito».
Anche chi non ne è direttamente coinvolto è allibito: «Non è giusto né igienico che dei cadaveri restino in una sala per mesi, una cassa sopra l'altra — dice Grazia Di Paola —. Soltanto ricorrendo alle cremazioni si può pensare di porre fine a questa emergenza». Chi è in visita occasionalmente racchiude in un solo sguardo un dolente stupore: «Al cimitero del mio paese — dice Marianna Cassarà, residente a Cefalù — certe cose sarebbero impensabili». Il senso di abbandono accomuna chi riposa in un freddo deposito e chi, sepolto in zona interdetta, ha spesso nella lapide l'unico conforto. «Da quando c'è il divieto di accedere alla zona a rischio crolli — dice Agata Guida — non posso più venire come prima a trovare mio figlio, anche perché ho difficoltà a muovermi dopo una duplice frattura alle gambe causata proprio da una caduta ai Rotoli nel 2007. Lo stesso Comune ha dovuto risarcirmi per l'assenza di passamani e l'impraticabilità dei gradini, occultati da una massa di rifiuti». Replica il commissario liquidatore della Gesip, Massimo Primavera: «Mi dispiace per quanto accaduto. In ogni caso noi siamo disponibili ad operare all'ombra del costone roccioso. Attendiamo ci giunga l'autorizzazione».
Altro tipo di problema sono quelle che secondo Primavera sarebbero «leggende metropolitane», ovvero le richieste di denaro per far sostare le bare a deposito o per seppellire le salme. Daniele D'Amore attende da una settimana che la suocera venga seppellita: «Vorrei sapere — dice — se si deve pagare una tassa per il deposito e per la sepoltura, perché alcune voci mi hanno riferito che è così». Il dirigente degli Impianti cimiteriali del Comune Gabriele Marchese chiarisce: «Nulla è dovuto, ovviamente. Denunciate chi chiede del denaro». I due concordano poi sulla stranezza di alcuni eventi recenti: dal sequestro di una parte della sala Bonanno mai più riaperta al furto dell’escavatore. «Episodi — commenta Marchese — che sembrano voler intralciare chi tenta di riportare la legalità ai Rotoli».

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