Emergenza abitativa a Palermo, cresce il numero degli abusivi

L’allarme del commissario Iacp Gualdani: «Già 47 nostri depositi sono abitati da famiglie di senzatetto. E il fenomeno dilaga»

PALERMO. In una città dove la graduatoria per avere una casa popolare tocca le diecimila richieste, e quella per l'emergenza abitativa oltre le settecento, il fenomeno delle occupazioni abusive da parte dei senzatetto dilaga a macchia di leopardo.
A lanciare l'allarme è il commissario straordinario dell'Iacp, Marcello Gualdani: «Soltanto in città quarantasette dei nostri magazzini sono occupati da nuclei familiari anche molto numerosi. Ma il fenomeno si sta allargando anche nei comuni limitrofi come Monreale o Carini». Ed è la sfiducia di ottenere un alloggio, atteso invano da anni, che spinge molte famiglie ad occupare ogni angolo, pubblico o privato che sia. Che siano magazzini, uffici, beni confiscati alla mafia, abitazioni inagibili o addirittura camere d'albergo, poco importa. Basta che ci sia una tetto sotto il quale ripararsi.
L'area più colpita è quella del centro storico. Soltanto nel quartiere dell'Albergheria trentacinque famiglie occupano abusivamente dei magazzini. «Neanche un mese fa, in un nostro stabile di Vicolo Mercurio, si è insediata una famiglia con quattro bambini piccoli, mentre dietro una saracinesca ha trovato rifugio una coppia appena maggiorenne con un figlio in arrivo». Ed è proprio una di queste due, la storia di Annalisa Berretta, che da un mese vive col marito e i suoi bambini nel magazzino: «Abbiamo portato pochi mobili, ma pian piano trasformeremo questo alloggio di fortuna in una casa vera», spiega la signora. Ma l'elenco di intrusioni censite dall'Iacp è lungo: «In vicolo Scafidi, una palazzina appena costruita, assegnata ad alcune associazioni, è stata occupata da 4 famiglie; mentre all'Insula tre, allo Zen 2, dove la consegna di 106 alloggi ai legittimi assegnatari è terminata a giugno, 11 tra appartamenti e locali adibiti a uffici sono occupati». Da un punto all'altro della città la situazione è critica. In via Brigata Aosta vivono ancora 70 famiglie, nonostante per loro ci sia, da mesi, un'ordinanza di sgombero. Nel ’99 erano state trasferite dal Comune in quelle abitazioni, ma in seguito ad una sentenza del tribunale, lo stabile (che ormai è inagibile) dovrà essere riconsegnato al legittimo proprietario: una ditta privata. Cinque famiglie vivono abusivamente all'albergo Archirafi, in via Lincoln, mentre, da settembre scorso, un gruppo di senza tetto si è stabilito all'ex Onpi, a Partanna Mondello, un tempo casa di riposo comunale per anziani.
Le proposte per far fronte all'emergenza case sono diverse. L'Iacp aveva stanziato 8 milioni di euro per la costruzione di 54 alloggi popolari alla Bandita, ma il Comune non ha presentato entro il termine di sei mesi il progetto esecutivo che avrebbe consentito all'istituto autonomo case popolari di bandire la gara d'appalto. E' stata indetta anche una gara d'appalto comunale per 12 milioni di euro, per la costruzione di 62 alloggi popolari a Borgo Nuovo. Inoltre ci sono 47 beni confiscati alla mafia, dai quali, dopo gli opportuni interventi di manutenzione necessari a renderli abitabili, e alle eventuali suddivisioni degli stessi, si ricaverebbero circa 60 alloggi per famiglie senza tetto. Attualmente, però, un quarto delle abitazioni è occupato dagli abusivi, pertanto i sopralluoghi dei tecnici comunali proseguono a rilento.

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