Il Palio dei Sestrieri, storia e leggenda a Misilmeri

Il paese in provincia di Palermo si è vestito a festa per far rivivere le gesta dei padroni del Castello dell'Emiro. Parata di menestrelli, cavalieri e mangiafuoco
Palermo, Archivio

Due giorni tra mito e storia a Misilmeri. Giocolieri, menestrelli e mangiafuoco, per fare un balzo nell'affascinante mondo del Settecento. Due cavalli bianchi e due neri, guidati da quattro cavalieri e quattro vetturini. Un percorso ripido da affrontare sotto il sole cocente di ieri. I quattro cavalli, infatti, hanno percorso il viale che dalla piazza del paese porta all'antico castello dell'Emiro. Una rievocazione tra storia e leggenda. Ciascuno dei cavalieri portava una brocca colma d'acqua, riempita alla fonte della piazza. Chiunque fosse riuscito nel portarla al castello senza far cadere alcuna goccia, avrebbe trovato il tesoro dell'Emiro. Un tuffo nel passato per far rivivere e conoscere il patrimonio culturale del paese. Bambini e adulti, tutti insieme per riscoprire l'enorme bagaglio storico di Misilmeri. Una manifestazione che ha coinvolto la stragrande maggioranza di chi, lì, ci vive. Quasi tutti gli abitanti, infatti, si sono prestati in questa due giorni di rievocazione storica per la seconda edizione del «Palio dei Sestrieri». E allora, per un momento, genitori e figli, alunni e insegnanti, smessi i panni quotidiani, sono diventati compagni di «giochi». Cavalieri, conti e principi pronti a combattere per una dama. Bastava poco, ieri, per imbattersi in alcuni affascinanti duelli storici. Una spada sguainata e qualche sguardo malizioso, sono il pretesto per tirare il guanto di sfida. Trovato anche il luogo ecco che ha inizio il combattimento. Tra i tanti partecipanti anche i ragazzi dell'associazione «Arborea» di Palermo, che hanno deliziato la serata con alcune proiezioni di filmati e tornei di tiri con l'arco. Tanti i personaggi storici della parata, che è stata aperta dall'Emiro Giafar II. A seguire, il barone Giovanni di Caltagirone, primo signore di Misilmeri, per poi finire con Francesco del Bosco, a cui si deve la nascita del paese. «Rappresentiamo personaggi importanti, io Donna Rosalia Del Bosco, mentre Domenico rappresenta Filippo Bonanno», racconta Angela Costa. Personaggi che abbracciano un percorso storico di circa duecento anni. «È un evento importante che dà la possibilità a noi giovani, di conoscere la storia di questo paese», racconta Gianluca Vitale, che interpreta Don Francesco Bonanno del Bosco, uno dei più ricchi e illustri nobili della Sicilia, accanto la «moglie» Annamaria Filangeri, principessa di Mirto.

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