La febbre del sabato sera a Palermo

Lunghi dibattiti sul locale da scegliere. E alla fine, dopo l'aperitivo, la serata trascorre tra un pub e un altro con l'incubo di trovare il parcheggio per l'auto
Palermo, Archivio

Palermo. Ed è finalmente sabato sera. La domanda tipica che le comitive palermitane si pongono è «Stasera che facciamo?» e dopo innumerevoli proposte si decide di andare in un pub o di andare a ballare. Per molti la serata inizia alle 19 con l’aperitivo, ancor meglio se rinforzato, ma per molti altri l’appuntamento è per il dopocena.
È rispedita al mittente la solita proposta di andare in “champagneria o candelai” che almeno un membro di qualsiasi comitiva suggerisce ogni sabato e si decide di andare in un pub. I locali palermitani sono parecchi e l’idea è di trovare un posto dove bere, ma anche nel quale ascoltare buona musica. Inizia la via crucis del parcheggio: trovarne uno è quasi impossibile, ma la fantasia sicula, nel fine settimana, rende posteggi anche i marciapiedi o qualsiasi intercapedine dove inserire l’auto. S’intavola la contrattazione con il posteggiatore abusivo: se è palermitano, significa accettare qualsiasi sua richiesta «picchì vulussi truvari ‘a machina sana», mentre se è extracomunitario si riesce ad avere anche lo sconto!
All’ingresso del pub c’è una fila notevole di persone, si scopre che bisogna mettersi a turno e che l’attesa è di circa un’ora. Dopo un breve summit si decide di cambiare posto “cornuti e mazziati”, sia per la perdita di tempo, ma anche per l’inutile obolo dato al guardamacchine.
Il solito tizio ci riprova, facendosi forte di un altro paio di consensi di membri del gruppo ripresentando champagneria e candelai, ma anche questa volta l’idea è bocciata. Il tempo scorre e la voglia di tutti è «facciamo qualcosa di diverso», allora la prossima fermata sarà la “Vucciria”. Esatto proprio il mercato storico che, di sera, si trasforma in punto di ritrovo per giovani e meno giovani. Inutile raccontare il solito dramma per parcheggiare, ma una volta trovato il posto naturalmente distante, ci si avvia verso la “Vucciria”. Scendendo le scale che danno su via Roma, si è investiti da una coltre di nebbia che in realtà nebbia non è, ma si tratta del sublime “ciavuru di stigghiola”. Passa il tempo, l’orologio segna le 3 e considerando che anche la stanchezza comincia a farsi sentire, si decide di andare via dopo aver bevuto un cocktail condito da una bella chiacchierata e quattro risate. «Pezzo da Ganci o cornetto al tribunale?», il tizio che proponeva di andare in champagneria ci riprova, ma stavolta la sua idea viene accolta favorevolmente, quindi l’ultima fermata della serata è dedicata al rifocillamento.
Finisce così un sabato sera palermitano, con un impegno anch’esso comune a tutti i gruppi di ragazzi «la prossima settimana dobbiamo decidere prima dove andare e soprattutto dobbiamo divertirci!».

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